martedì 8 gennaio 2013

Apertura nuova pagina web

E' online il nuovo sito del Partito Democratico del circolo di Treviso!!

Seguiteci all'indirizzo http://pdtreviso.it/ 

 

mercoledì 11 gennaio 2012

FORUM PER L’IMMIGRAZIONE

sabato 14 GENNAIO 2012 dalle ore 10,30

ci troveremo presso la sede del circolo PD di Treviso - a due passi da Piazza dei Signori in vicolo XX settembre a Treviso (dietro l’edicola) - per dare inizio al

FORUM PER L’IMMIGRAZIONE

anche nella nostra città.

Per comprendere il nostro lavoro ed i nostri obiettivi in materia di immigrazione potete consultare il sito del PD www.pdtreviso.it entrando in “gruppi” e poi selezionando “immigrazione” oppure il blog (http://forumimmigrazionepdtreviso.com) dove troverete anche alcune delle nostre proposte ed iniziative.

E’ un work in progress e abbiamo bisogno di Voi tutti per continuare questo percorso di sensibilizzazione.

Vi aspettiamo, pertanto, numerosi sabato 14 c.m. per un caffè insieme, per iniziare a conoscerci, uomini e donne, giovani e meno giovani, italiani-nuovi italiani e stranieri, simpatizzanti e non del PD!!!

Cristina Meli

Coordinatrice gruppo immigrazione

Circolo Pd di Treviso

domenica 8 gennaio 2012

Dare una prospettiva migliore al Paese

L'agenda di Bersani per le riforme

Abbiamo davanti un anno arduo e non semplice da interpretare. Vale forse la pena di "progettarlo" un po', togliendo di mezzo un eccesso di fatalismo. Vorrei cominciare con qualche prima idea.

1. La scena si apre sull'Europa. Fino ad ora le decisioni sono state deboli. L'agenda da qui a marzo di per sé non rassicura. Nelle opinioni pubbliche è ancora dura come il marmo quell'ideologia difensiva e di ripiegamento che le destre europee hanno coltivato, ricavandone inutili vittorie, e che i progressisti non hanno potuto o saputo contrastare, ricavandone larghe e dolorose sconfitte.

Inutile illudersi. O si mette in comune rapidamente e seriamente la difesa dell'Euro (vincoli di disciplina, strumenti efficaci e condivisi contro la speculazione e per la crescita, politiche macroeconomiche coordinate) o sarà il disastro. Se davvero l'Italia è troppo grande sia per fallire che per essere salvata, allora è troppo grande anche per stare zitta.

È tempo che ciascuno di noi faccia la sua parte in Europa; il Partito Democratico sta lavorando per la piattaforma comune dei progressisti europei. Ma è tempo anche di fare qualcosa assieme, qui in Italia. Governo e forze politiche possono determinare una posizione nazionale. Il Parlamento (che non esiste solo in Germania!) può articolarla e assumerla. Il nostro Presidente del Consiglio può interpretarla e gestirla al meglio. Le idee ci sono e vedo su di esse la possibilità di una larga convergenza.

Il biglietto da visita delle nostre idee in Europa potrebbe essere così concepito: noi continueremo le nostre riforme e ci riserviamo ogni ulteriore iniziativa per rafforzare la nostra credibilità. Ma non faremo più manovre. A chi raggiunge il 5% di avanzo primario che cosa altro si può chiedere? Nel caso, nessuno pensi di trattarci come la Grecia. Come si diceva, siamo troppo grandi e quindi parecchio ingombranti. Se ne tenga conto.

2. Torniamo qui ai nostri compiti. Salvare l'Italia significa, al concreto, contrastare la recessione, produrre crescita e occupazione, dare una prospettiva alla nuova generazione. Salvare l'Italia è possibile solo se cambiamento e coesione si danno la mano. Se coesione e cambiamento diventassero un ossimoro, non ci sarebbe speranza.

L'azione di governo deve dunque possedere un metodo fondamentale e un fondamentale messaggio. Quanto al metodo, emergenza e transizione pretendono una forma particolare di dialogo sociale tale da sollecitare partecipazione e corresponsabilità, salvaguardando comunque la decisione tempestiva. Si può fare e, a parer mio, si deve fare.

Ma voglio sottolineare in particolare il metodo politico. Il Governo troverà la sua forza in un rapporto stabile, permanente e ordinato con i Gruppi Parlamentari; un rapporto da allestire anche nella fase ascendente delle decisioni. Si parli di mercato del lavoro, o di liberalizzazioni, o di politica industriale, di pubblica amministrazione, di immigrazione, di Rai e di cento altri temi, esistono in Parlamento, da ogni lato, idee inevase da anni e non necessariamente divisive.

Dica il Governo il suo piano di lavoro, raccolga dal Parlamento orientamenti e idee e avanzi quindi le sue decisioni e le sue proposte. Noi non pretendiamo il cento per cento di quel che faremmo, e così sarà per gli altri. Ma la trasparenza e la chiarezza servono a tutti. Quanto al messaggio fondamentale, se nell'emergenza è in gioco il comune destino del Paese, si deve innanzitutto promuovere un'idea di comunità degli italiani. Ci si ricordi allora che la solidarietà è la materia prima di una comunità, è ciò che la distingue da una accozzaglia anarchica di interessi.

Se vogliamo farcela, tutti assieme, i riflettori vanno dunque puntati su chi è più in difficoltà. Bisogna predisporre l'aiuto a chi sta vivendo e vivrà le condizioni più difficili, come l'assenza di lavoro, l'insufficienza di reddito o una disabilità abbandonata. Su questo, non ci siamo ancora. Occorre fare di più, cominciando col cancellare qualche inutile asprezza di alcune misure già adottate che suscitano un giusto risentimento.

3. La grande parte delle forze politiche e parlamentari si dichiarano interessate e disponibili ad una iniziativa di riforma delle Istituzioni e della politica. Il Presidente della Repubblica la sollecita autorevolmente. È evidente che un simile percorso significherebbe stabilità per il Governo e maggiore credibilità della politica e delle Istituzioni nella prospettiva della nuova legislatura.

Sto parlando della già avviata adozione di parametri europei nei costi della politica, di riduzione del numero dei Parlamentari, di riforma del bicameralismo, di radicale aggiornamento dei regolamenti parlamentari e, alla luce delle prossime decisioni della Corte, di riforma elettorale. Su tutto questo esistono proposte e appaiono possibili convergenze significative.

Si intende fare sul serio? Intendiamo davvero passare dalle parole ai fatti? Questo pronunciamento tocca innanzitutto ai segretari dei partiti, ovviamente non solo a quelli che hanno votato la fiducia al Governo, ma a partire da loro. C'è poco tempo ed è quindi ora di prendersi impegni pubblici, espliciti e dirimenti.

I tre punti che ho segnalato dovrebbero essere, a parer mio, l'agenda di gennaio. Infine una parola per chi, nel gioco ormai stucchevole fra tecnica e politica, si predispone a promuovere, chissà in quali forme nuove, l'edizione 2012 dell'antipolitica. L'Italia ha già dato.

Per quello che ci riguarda il Partito Democratico ha compiuto un gesto propriamente politico, trasparente e generoso, nel sostenere questa transizione e si predispone ad offrire agli elettori, quando sarà il momento, una proposta riformista e democratica di ricostruzione, alternativa al decennio populista.

Siamo pronti a riconoscere in termini nuovi i codici e i limiti della politica. Anche in questo difficile passaggio, tuttavia, siamo convinti di poterne rafforzare la dignità e l'indispensabile ruolo.

Incontro 13 gennaio


IL PD PER IL GOVERNO
scenari attuali e futuri

VENERDI' 13 GENNAIO 2012 ORE 20.30

PRESSO LA SEDE DEL CIRCOLO DI TREVISO VICOLO XX SETTEMBRE N. 4 - TREVISO


RELATORE ON.

SIMONETTA RUBINATO

incontro di approfondimento e dibattito sulla situazione politica ed economica alla luce della manovra e dell'azione del governo Monti, con particolare attenzione al ruolo ed alle proposte del PD

vi aspettiamo numerosi

segreteria PD circolo di Treviso

mercoledì 9 novembre 2011

Verso l’Assemblea di Novembre

Verso l’Assemblea di Novembre

di Claudio Della Valle

Ci siamo dati un appuntamento molto importante per Novembre. In quel mese terremo un’Assemblea di tutti gli iscritti per lanciare pubblicamente l’avvio di un’iniziativa che avrà una grande impatto sulla città di Treviso.

Da quel momento cominceremo, infatti, il processo di preparazione di un “Progetto per Treviso” che ci porterà a individuare le più efficaci e concrete misure capaci di invertire la tendenza al progressivo declino economico, sociale e culturale che da troppi anni sta mortificando ed impoverendo la nostra città.

Questo “Progetto” vogliamo costruirlo con la partecipazione ed il coinvolgimento di tutte le Organizzazioni, Associazionie ed anche singole personalità trevigiane che avvertono la necessità di mobilizzare ogni forza, competenza ed intelligenza disponibili, per concorrere ad aprire una stagione nuova che sappia dare a Treviso un futuro di crescita basato su scelte e progetti condivisi ed innovanti.

Non vogliamo, pertanto, chiedere ad altri di contribuire a scrivere il programma elettorale amministrativo del PD. Intendiamo, piuttosto, essere i promotori di un approccio nuovo al modo di individuare le risposte più adeguate da dare ai bisogni della città e dei suoi abitanti e al modo di amministrare Treviso.

Inviteremo la società trevigiana nel suo complesso, e specificatamente le sue molteplici forme associative e di aggregazione sociale, ad essere i protagonisti del processo di identificazione e scrittura di un Progetto di sviluppo della città che corrisponda alle esigenze della grande maggioranza della cittadinanza. Sarà questo il “Progetto per Treviso” ideato e scritto dalle organizzazioni e dai cittadini di Treviso. Questo “Progetto” diverrà il programma del candidato Sindaco che gli stessi suoi estensori sceglieranno attraverso le elezioni primarie.

Siamo ben coscienti che ci accingiamo ad un compito difficile: la disaffezione ed anche l’avversione alla politica sono un fenomeno in crescita anche a Treviso dove spesso si accompagna ad un sentimento di rassegnazione ed impotenza di fronte al declino sempre più evidente della città e delle condizioni di vita dei suoi abitanti. Inoltre, le risorse finanziare a disposizione del Comune sono assolutamente insufficienti e lo saranno anche nei prossimi anni.

Tuttavia, a Treviso ci sono le risorse e le energie per ribaltare questa tendenza al degrado. Si tratta di mobilitarle e di dar loro l’occasione per essere le protagoniste di un nuovo corso basato su di una visione davvero progettuale della città. Treviso può esprimere questo e merita di essere finalmente amministrata da persone competenti sulla base di progetti concreti, fattibili e condivisi. Progetti forti e credibili che possano attrarre sia finanziamenti privati che comunitari.

ll nostro obbiettivo è dunque quello dar vita ed organizzare questo “cantiere” di proposte e di idee dove tutti potranno trovare l’occasione per presentare le loro esigenze e le loro soluzioni ai problemi. Un cantiere trasparente che vuole preparare una gestione trasparente ed efficiente della città. Un cantiere che, gradatamente, sappia anche costruire un rapporto di ragionata fiducia con i cittadini e tra i cittadini.

Il degrado di Treviso si può fermare e Treviso potrà tornare a crescere se i suoi cittadini e le sue organizzazioni riprenderanno in mano le sorti della città.